Art Spettacoli

12 dicembre – Rita Pelusio – URLANDO FURIOSA – Teatro Verdi

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Da martedì 12 a domenica 17 dicembre – PRIMA NAZIONALE
Teatro Verdi, Milano

 

Rita Pelusio 

in

Urlando Furiosa
un poema etico

di Domenico Ferrari, Riccardo Piferi, Riccardo Pippa e Rita Pelusio
con Rita Pelusio 
regia Riccardo Pippa

assistente alla regia Andrea Bettaglio

costumi Anna Cingi

scultura scenica Simone Fersino

light designer Paolo Casati

sound designer Luca De Marinis
co produzione Anna Marcato PEM HABITAT teatrali e C.M.C – Nido di ragno
in collaborazione con Teatro Verdi – Teatro del Buratto

organizzazione Sara Novarese

fotografie Laila Pozzo

Vale la pena battersi per battaglie considerate perse?
“cos’è un gesto Epico?” chiese Urlando alla Luna.
“E’ un’impresa più grande di te che sai che potrebbe anche finire male ma che decidi ugualmente di compiere”
“ah” rispose Urlando e tornò a dormire.

Urlando Furiosa è un buffone poetico e irriverente nato dalla fantasia di Rita Pelusio, attrice e autrice che da anni sperimenta un teatro che sappia essere al contempo comico e civile.
Lo spettacolo che gioca con l’immaginario dell’epica, ci presenta un’eroina all’incontrario, piena di dubbi, in crisi, perennemente bastonata dalla realtà.
Attraverso le sue riflessioni e il racconto delle sue battaglie perse si interroga sulle contraddizioni del presente e si chiede se ha ancora senso credere nell’incredibile, sfidare il cinismo e la disillusione, immaginare il futuro con più incanto.

Note di regia

Urlando Furiosa è un personaggio nella testa di un’attrice in crisi creativa e in una forte crisi ideale. Non si tratta di una riscrittura, ma due cose dell’Orlando abbiamo sentito molto vicine: l’eroe con in mano le sorti di un regno che perde la testa per un amore.
A questo Orlando perduto, senza senno, imbestialito, fuori da ogni ideale cavalleresco noi abbiamo voluto bene. La seconda riguarda la genesi del poema, cioè che Ariosto ci ha lavorato per trent’anni; un lungo processo creativo, sicuramente travagliato, avvincente e doloroso, come ogni creazione artistica se, come è auspicabile, essa è prima di tutto una ricerca umana. Quando Ariosto riusciva a ritagliarsi del tempo dalle faccende di corte, e lui odiava la falsità di quel mondo, si dedicava alla sua grande opera.

E’ bello far spettacoli, ma per chi fa teatro è altrettanto bella la creazione, anche se, in genere, te ne accorgi solo dopo il debutto.  Non sono solo le repliche la ragione del nostro fare, tanto più per un regista il cui lavoro si spera finisca con la prima, ma anche il percorso, gli incontri, l’entusiasmo, le liti, le risate, i pianti, i viaggi, le seghe mentali, gli stalli, le intuizioni e le scoperte.
Questo può essere un sentire condiviso da chiunque si sia dedicato ad un qualsiasi progetto con passione.
Con spietatezza e ironia, la nostra Urlando Furiosa richiama la sua autrice alla necessità di una continua messa in discussione e ad un costante, necessario, salvifico allenamento alla fantasia.