300: L’alba di un Impero, la recensione

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Il prossimo 6 marzo uscirà in tutti i cinema italiani l’atteso 300 – L’alba di un impero della Warner Bros. Diretto da Noam Murro, scritto da Zack Snyder e Kurt Johnstad e interpretato da Sullivan Stapleton, Eva Green, Lena Headey, Hans Matheson e Rodrigo Santoro 300 – L’alba di un impero racconta l’incredibile avanzata del generale greco Temistocle (Sullivan Stapleton) contro le forze persiane guidate da Artemisia (Eva Green), complice del terribile semidio Serse (Rodrigo Santoro). Consapevole della incredibile flotta persiana Temistocle e il suo coraggioso esercito inizieranno una incredibile battaglia che porterà morte e distruzione ma che ridimensionerà una volta e per tutte l’incredibile potere di Serse e della sua crudele complice Artemisia.

Dopo gli oltre 456 milioni di dollari incassati dal primo capitolo non poteva mancare l’atteso sequel di uno dei cinecomics più apprezzati degli ultimi anni: 300 – L’alba di un impero. Ambientato prima, durante e dopo le vicende di Leonida 300 – L’alba di un impero sposta l’azione in mare, concentrando l’attenzione su nuovi eroi (il forte Temistocle e la sensuale e crudele Artemisia) e vecchie conoscenze (il sempre affascinante dio Serse). Per quanto alcune ricostruzioni conquistino sempre lo spettatore 300 – L’alba di un impero ha il difetto di venire molti anni dopo il cult di Zack Snyder e le quattro serie di Spartacus, così da risultare tecnicamente e stilisticamente scontato e già visto. Inoltre la regia debole e a tratti mediocre di Murro banalizza l’affascinante battaglia contro i persiani in un virtuosismo tecnico che alla lunga finisce con l’annoiare.
Sospeso tra lotte infinite e banalmente ripetitive e momenti trash (in primis la scena d’amore tra Temistocle e Artemisia) 300 – L’alba di un’impero fallisce sotto alcuni punti di vista, a causa di una sceneggiatura debole, un cast di attori poco conosciuti e poco espressivi (con l’unica eccezione della brava Eva Green) ed una storia che non si sentiva l’esigenza di vedere sul grande schermo. 300 – L’alba di un impero non è all’altezza del precedente capolavoro di Zack Snyder, e porta su un altro livello la brillante saga iniziata con il grande Leonida.

newscinema.it

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