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Belle&Sébastien

Recentemente mi è capitato di andare al cinema e fare un tuffo nel passato grazie a “Belle&Sébastien” una storia che ha commosso diverse generazioni di bambini e che rivive sul grande schermo con un ambientazione diversa, sia dal libro di Cécile Aubry pubblicato negli anni 60, sia dal cartone animato che è andato in onda negli anni 80 poiché dai Pirenei siamo passati alle Alpi ed i contrabbandieri sono stati sostituiti dai valligiani che aiutano gli ebrei a scappare in Svizzera.
Il film è ambientato durante la seconda guerra mondiale in un paesino delle Alpi francesi, al confine con la Svizzera, e racconta dell’amicizia che nasce fra Sébastien, bambino solitario ed introverso che vive con il nonno adottivo César, e Bélle una splendida cagnolona selvaggia che vive libera lontano dagli uomini e che, dagli uomini, viene ritenuta ingiustamente colpevole di aver ucciso le pecore delle greggi al pascolo.
“Belle&Sébastien” è un film delicato che racconta della capacità dell’uomo di convivere con gli animali in un momento in cui, siamo in piena guerra mondiale ed i tedeschi sono alla ricerca degli ebrei in fuga, su entrambe le speci comanda il fato.
Al film do 4 su 5 mi è piaciuta la storia, anche se differisce dall’originale, mi è piaciuta l’ambientazione ed ho apprezzato la recitazione di Tchéky Karyo che interpreta César, il nonno adottivo schivo e taciturno, meno il finale che ha lasciato in sospeso molte cose e mi fa, ben, sperare in un sequel.