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Il Teatro Liberato

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Il teatro liberato

Il Teatro Liberato riacquisterà la propria dignità, la leggerezza avrà un ruolo fondamentale. e la serenità degli artisti accrescerà la creatività teatrale.

I have a dream. Ho un sogno, il Teatro Liberato. Non lo dico proprio oggi che è 25 Aprilenon me ne vogliano i compagni comunisti ma lo dico proprio oggi e non me ne vogliano i duri fascisti.

Il Teatro Liberato saprà fare a meno di voi omuncoli di basso livello che vi destreggiate dalla sinistra alla destra politica. Avete già rovinato la nostra italica arte, fatevi da parte perché siete uomini inutili.

Italia

Il Teatro Liberato non avrà più bisogno di voi, della vostra inutile cavillosità, del vostro fiscalismo e della vostra burocrazia. Maledetta burocrazia che ostacoli la creatività e fuggi da ogni responsabilità. Il Teatro avrà un’unica compagnia stabile chiamata Passione.

Il violento impulso amoroso per l’enfasi teatrale spazzerà via l’inutilità di voi servi politici avvezzi più alle vostre immagini che alle vostre idee.

Uomini inutili che con il vostro atteggiamento meschino, egoista, volgare e intellettualmente micragnoso avete contribuito all’improduttività artistica. Il Teatro riacquisterà la propria dignità, sarà libero da vincoli e altri impedimenti; sarà libero da quel peso fantasma, da quella colpa peccaminosa che risiede semplicemente nel fatto di esistere.

Registi, autori, attrici e attori voleranno col corpo e con la mente verso la creazione di opere teatrali più o meno belle ma con la consapevolezza che dovranno solo limare gli errori tecnici perché ci sarà il Teatro Liberato a proteggerli dalle iene nascoste.

Macchina da presa

La leggerezza avrà un ruolo fondamentale, la serenità degli artisti accrescerà l’interesse, la dedizione e l’esaltazione della creatività teatrale. Lo spettatore ne gioverà perché riuscirà finalmente a non essere un corpo appoggiato su una poltrona ma si troverà trasportato ad essere parte integrante dello spettacolo.

Il Teatro Liberato fornirà l’energia vitale per la nascita di un nuovo mondo, libero dalle catene dell’uomo inutile. I have a dream.

Alessandro Cau

Alessandro Cau (1)

Alessandro Cau, ho 44 anni e sono il presidente della "compagnia teatrale Quintanomala" di Mentana (RM).
Autore, regista e attore ho frequentato la scuola di dizione e recitazione teatrale/cinematografica professionale presso il Teatro Tirso de Molina Roma.
Ho frequentato diversi corsi di scrittura creativa presso l'università La Sapienza di Roma.
La mia compagnia teatrale "Quintanomala" è stabile presso il Teatro Due Roma per la stagione 2020/21 dove faccio anche parte dell' "associazione Kast" che dirige la rassegna "I grandi Amatori".
Oltre a vari corsi di perfezionamento teatrale ho partecipato a stage di doppiaggio col grande Ferruccio Amendola.
Il teatro mi ha permesso di conoscere la magia e la storia grazie alle tantissime rappresentazioni di autori di ogni epoca.
Da Plauto a Cechov, passando per Shakespeare sino ad arrivare a Petrolini, Trilussa, Gaber, Bogosian e tantissimi altri.

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